Gli artisti che hanno calcato il palco del Piper

Roma – da alcuni anni – sta attraversando un periodo di fermento sul fronte dell’apertura di locali nuovi, sempre più innovativi, alla ricerca di design accattivanti, o di proposte di menù alternativi o che propongono musica in stili e modi originali; ma c’è un locale storico che interrottamente accompagna e anima le serate e i sabato sera dei romani ed è il Piper Roma, il mitico club che ha compiuto 51 anni, che ha segnato un’epoca ed è persino entrato nel linguaggio comune fino a meritare una citazione nell’enciclopedia. Il Piper di Roma ha realmente segnato un’epoca ed è stato per molti artisti un trampolino di lancio o un luogo di affermazione. Il Piper di Roma ha accolto anche star del cinema, dello spettacolo, dell’arte, della letteratura: da Andy Warhol a Robert Rauschenberg.

Gli artisti del Piper di Roma

Inaugurato il 17 febbraio del 1965, apre in Via Tagliamento il Piper Club di Roma. Alla serata di esordio suonano The Rokes e l’Equipe 84, al tempo ancora poco noti. Si sono alternati sul palco del Piper gruppi italiani come i Rokketti, i new Dada, I Delfini, I Giganti, i Meteors, le Pecore Nere, gli Apostoli, le Facce di Bronzo. Dall’estero i primi a calcare le scene del Piper furono The Primitives con il lead singer Mal, Patrick Samson e les Pheniciens, The Echoes, The Bad Boys, The Bushmen (uno dei primi gruppi di colore provenienti dal Kenya), The Honeycombs. Man mano che il successo del Piper crebbe, un numero crescente di artisti già affermati richiedevano di esibirsi al Piper come Fred Bongusto, Dik Dik, Nino Ferrer, Caterina Caselli, Patty Pravo da sempre conosciuta come la ragazza del Piper, mentre al Piper esordisce Mita Medici vincendo il concorso Miss Teenager Italiana.

Mina nel 1965 consacrò la fama del locale girando degli spot – allora di chiamavano “caroselli” – per la regia di Valerio Zurlini. Tra i frequentatori storici del Piper anche gli “emergenti” Mia Martini, Loredana Bertè e Renato Zero che nel 1982 realizza un 33 giri ispirato agli anni trascorsi al Piper Club di Roma.

Pochi sanno che anche dei giovanissimi s sconosciuti Pink Floyd si esibirono per due serate al Piper: il 18 e 10 aprile 1968.

Il Piper – si è detto – non era frequentato solo da musicisti, ma vi trovarono spazio anche intellettuali che sperimentavano linguaggi nuovi come Mario Schifano che il 28 dicembre 1967 presentò sul palco sitaristi e ballerine e proiettò su quattro schermi dei documentari. L’evento fu commentato da Alberto Moravia sull’Espresso con un articolo dal titolo Al Night Club con i vietcong.

Gli anni ’70 furono i più vivaci dove si alternarono i Formula 3 (al loro esordio), i Ricchi e Poveri, ma anche i Genesis e grandi nomi del jazz come Lionel Hampton e Duke Ellington.

Il Piper di Roma rappresenta davvero un capitolo interessante ed emblematico nella storia del costume in Italia.

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